TRENTO, 20 ottobre 2026 - È stata presentata oggi l’indagine sul clima di fiducia dei consumatori trentini del mese di settembre, realizzata dall’Ufficio Studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento. All’incontro, insieme al Presidente della Camera di Commercio, è intervenuto anche Carlo Biasior, Direttore del Centro Ricerca e Tutela Consumatori Utenti (CRTCU) di Trento.
Nel mese di settembre l'indice del clima di fiducia dei consumatori trentini di attesta a -19,8, un dato sostanzialmente invariato rispetto a quello registrato a maggio (-19,6).
Le valutazioni sulla situazione economica della famiglia nell’ultimo anno e in prospettiva si mantengono pressoché stabili. Si osserva, invece, un lieve miglioramento della propensione all’acquisto dei beni durevoli, riconducibile alla riduzione della quota di consumatori intenzionati a ridurre i propri acquisti. Mostrano infine un lieve peggioramento le aspettative relative all’andamento futuro dell’economia provinciale.
Con riferimento all’inflazione, i rincari registrati, in particolare quelli dei carburanti e dei beni energetici, alimentano le preoccupazioni dei consumatori per le possibili ricadute sui bilanci familiari. Oltre il 90% degli intervistati, seppur con intensità diversa, ritiene infatti che l’aumento del prezzo dei carburanti e dei beni energetici stia già incidendo, o inciderà nei prossimi 12 mesi, sulla capacità di spesa della propria famiglia.
"Nonostante il quadro di incertezza e preoccupazione l’indice di fiducia è sostanzialmente stabile rispetto alla precedente rilevazione di maggio e presenta valori più favorevoli rispetto a quelli registrati in altri contesti territoriali - afferma il Presidente Andrea De Zordo. Restano tuttavia le preoccupazioni legate all’aumento dei prezzi dei beni energetici e dei carburanti, che spingono molte famiglie a contenere le spese, soprattutto quelle non essenziali, con possibili ripercussioni sui consumi e sulla tenuta del sistema economico".
"La situazione è fortemente critica - commenta Carlo Biasior. In mancanza di interventi sistemici di natura pubblica, gli strumenti di difesa del potere d’acquisto andranno cercati dai consumatori nel mercato, spostando, con le loro scelte, grandi masse di profitti, ad esempio: cambiare tariffa e fornitore per combattere i rincari energetici o investire in fonti energetiche alternative; cercare maggiori remunerazioni per i depositi bancari e surrogare i mutui".
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